Il camino, od una stufa in maiolica, sono costruzioni: come tali per realizzarle è necessaria la pratica amministrativa presso i competenti uffici comunali. Difatti, la nozione di costruzione intende qualsiasi opera che, indipendentemente dalla forma e dal materiale con cui è stata realizzata integri un’opera stabile e duratura.

Poi, per far funzionare il camino, o la stufa, bisogna costruire anche uno sbocco all’esterno, ossia una canna fumaria, e il nostro condomino dovrà considerare l’impatto di questa iniziativa nel suo condominio

Vediamo allora com’è possibile costruire un camino o installare una bella stufa a legna in un appartamento posto in un edificio in condominio. Subito una buona notizia: dalle complessità burocratiche dei regolamenti, peraltro giustissimi, che disciplinano gli impianti termici, camini e stufe si defilano, in quanto tali non sono.
Certo, devono rispettare i principi generali che regolano le immissioni di fumi e di calore, la buona tecnica di costruzione, ma solo come dettati generali. Ma le difficoltà arrivano subito dopo: le regole del condominio. Da un lato il divieto per il condomino di eseguire opere che rechino danno alle parti comuni dell’edificio, ovvero alla proprietà comune, e dall’altro il diritto di ciascun condomino di usare proprio le parti comuni a proprio beneficio, senza però alterarne la destinazione d’uso o impedire il diritto degli altri all’utilizzo. Un bel rebus, non c’è che dire.
Come inserire un camino o una stufa in un appartamento condominiale?
supponiamo che l’interessato abiti all’ultimo piano, in una situazione che è più facile da definire. Se invece abita al primo, potrebbe usare, se esistente, dopo i necessari controlli e le verifiche di tenuta, la canna fumaria in dotazione; se non è adatta, bisogna costruire un nuovo camino all’esterno dell’edificio, e non è cosa semplice. Per l’ultimo piano, il problema è il sottotetto che, a meno non risulti agli atti in proprietà, non è citato tra le proprietà comuni del condominio. Bisogna allora riferirsi all’uso, cioè alle funzioni del sottotetto: se serve all’isolazione termica, allora è pertinenza dell’ultimo piano, salvo non vi siano disposizioni diverse (es. Regolamento di Condominio), mentre se può essere messo a disposizione della comunità, anche potenzialmente, allora è una proprietà comune. Più semplicemente, quando il sottotetto non è agibile all’esterno, dal vano scala, e quindi non serve ad esempio, per salire sul tetto, il condomino dell’ultimo piano può utilizzarlo, sempre che non siano in agguato dietro l’angolo altre questioni di principio che gli altri condomini possano invocare.

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