Con una connessione a internet condominiale è possibile risparmiare sulla bolletta.
Immagina di avere una connessione a internet che figura tra le spese condominiali, tutti i documenti e i conti del condominio raggiungibili su una bacheca online, la possibilità del VoIP invece della linea telefonica, il Wi-Fi negli spazi comuni e magari un social network di condominio, dove raggiungere più facilmente il tuo vicino che lascia la tv a tutto volume. Tutto questo è possibile grazie alla connessione ADSL condominiale, che permette di risparmiare sui costi o di avere reti performanti anche in quelle zone poco coperte dai principali operatori.

Come funziona la connessione internet condominiale

Se può sembrare strano nella teoria, nella pratica il concetto è molto semplice. Il provider non fornisce una banda per ogni singola abitazione, ma ne fornisce una più larga a tutto il condominio. Nelle zone non coperte da ADSL o fibra ottica ciò è possibile installando antenne radio sul tetto, un sistema chiamato hiperlan. Tutto l’edificio viene connesso alla rete tramite un access point situato in un locale comune.
Da quel locale poi viene derivata tutta la rete, tramite antenne Wi-Fi poste nelle singole abitazioni e nelle zone comuni. Tutto ciò è ancora più semplice nelle grandi città, dove i nuovi condomìni vengono costruiti già cablati con la fibra ottica e quindi già pronti a operazioni di questo tipo e a permettere una navigazione molto veloce. Ogni singolo condòmino, a questo punto, ha i suoi dati di accesso alla rete  comune, in modo che la sua navigazione rimanga riservata, e può anche attivare un numero di telefono VoIP da utilizzare al posto della linea telefonica normale.
Connessione internet condominiale: la normativa vigente
L’installazione di una rete internet condominiale rientra nei casi previsti dalla legge 66/2001, analogamente agli impianti di tv satellitare, di “innovazione necessaria”. Basta quindi la maggioranza di un terzo dei partecipanti all’assemblea condominiale e un terzo del valore dell’edificio per veder approvati i lavori di installazione. L’amministratore sarà così tenuto a gestire il contratto per tutti i condòmini che dovranno dividere i costi dell’installazione sia che vogliano accedere subito al servizio, sia che vogliano lasciarsi la possibilità di accedervi in un secondo momento.
Se l’assemblea dovesse bocciare la proposta, un gruppo di condòmini può comunque mettersi d’accordo per installare una rete condivisa gestita privatamente. In questo caso, è comunque possibile utilizzare le parti comuni dell’edificio, sempre che non si impedisca lo stesso uso agli altri condòmini oppure non si leda il decoro dell’edificio.

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