Oltre una “certa soglia”, in condominio, non si può fare rumore: già! Ma qual è questa soglia? Non esiste nessuna norma o legge che definisca, in termini scientifici e numerici il tetto di decibel che i rumori in condominio non possono superare.
L’unica norma è contenuta nel codice civile e parla di “normale tollerabilità” oltre, appunto, la normale tollerabilità, i rumori non sono consentiti e scatta la tutela inibitoria, il risarcimento del danno ed, eventualmente, l’ordine di insonorizzare le pareti.

La locuzione è volutamente generica per dare modo al giudice di applicarla e “personalizzarla” ai diversi casi concreti: questo perché lo stesso identico rumore può essere molesto in una zona di campagna, silenziosa per sua natura, e invece non essere nemmeno avvertito al centro città, in prossimità di incroci e di traffico intenso.
Alcuni riferimenti, però, per orientarsi in questa delicata e sempre attuale materia, sono stati forniti dalla giurisprudenza: cerchiamo di sintetizzarli in questo articolo.
Secondo il codice civile il proprietario di un fondo o di un immobile non può impedire le immissioni di rumori derivanti dalla proprietà del vicino, se non superano la normale tollerabilità, avendo anche riguardo alla “condizione dei luoghi”. Il limite della tollerabilità delle immissioni, quindi, non ha carattere assoluto, ma va fissato con riguardo alla situazione locale specifica, sulla base dell’udito di un uomo medio.
La situazione locale va anche valutata con riferimento all’orario in cui avviene il rumore: se uno schiamazzo è tollerabile in centro città a mezzogiorno, perché coperto dagli ambienti circostanti, non è più a mezzanotte.
Infine va tenuto conto della destinazione dell’immobile: bisogna quindi graduare le esigenze in rapporto alle istanze di natura personale ed economica dei condomini, privilegiando le esigenze personali di vita connesse all’abitazione rispetto alle utilità utilizzate per scopi economici inerenti all’esercizio di attività commerciali.
Questo significa che non perché si deve consentire a un pub di “sopravvivere alla crisi” gli si può concedere volume alto, a spregio della tranquillità dei condomini dei piani superiori.

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